02 maggio 2013

Suzani, un design vivace e attuale dall'Asia centrale

Ho scoperto i ricami Suzani più di un anno fa. Allora non sapevo di cosa si trattasse, non conoscevo la loro storia e origine ma mi piacevano quelle fantasie, la vivacità dei colori e lo stile dei disegni molto moderno. In realtà aveva catturato la mia attenzione anche il fatto che vedevo quei ricami vivacizzare oggetti che non erano tipicamente i supporti tradizionali: su cappotti, borse, stivali, accessori d'abbigliamento insomma.  Dopo un po' di tempo mi capitò di vedere un divano ricamato così e quindi oggi mi è venuta voglia di approfondire.

Il termine Suzani deriva dalla parola persiana "suzan" che significa "ago". Questa arte è una tradizione tribale che risale a centinaia di anni fa ed è collocabile nei paesi dell'Asia Centrale come l'Uzbekistan, il Tagikistan e Kazakistan. La base su cui si lavora è fatta da  un pannello di seta o cotone che viene ricamato con filo anch'esso di seta o cotone, raramente di lana, qualche volta in metallo prezioso. C'è anche una maniera originale di ricamare che consiste nel cucire, creare prima una o più catenelle e comporle in seguito sopra il tessuto a formare un disegno o parte di esso.
Le varie "pezze" complete del ricamo poi vengono unite a formare composizioni più grandi.
Le donne per molti secoli hanno decorato ogni oggetto che potevano: tappeti da preghiera, sotto sella, coperte per la culla, cofanetti, lembi di tenda, pannelli, copriletto, sacchi di sale, sacchetti per avvolgere regali e tutto ciò che potesse essere in stoffa.
I motivi, gli elementi grafici che contraddistinguono queste creazioni sono soprattutto floreali e naturali: i simboli della luna e del sole, fiori (soprattutto iris, garofani e tulipani) frutti come il melograno, foglie e viti, pesci e uccelli. Anche se i disegni sono simili, essi variano tra località,  tribù, gruppi locali e tra famiglie diverse.
Il disegno è basato su una progressione che dal medaglione, stella o motivo centrale di partenza si sviluppa espandendosi.
    © 2013 Luxe Casa Philadelphia
Quando una bambina nasceva, la madre e le parenti iniziavano a ricamarle la dote fino a quando lei stessa non imparava quest'arte della tradizione femminile.
L'origine dei motivi grafici risale alla notte dei tempi e dato che le città produttrici di questo ricamo si trovano sulla Via della Seta, i commerci erano "contaminati" da tante culture: da oriente, da occidente, dai contatti con l'India, la Cina, ma anche motivi ellenici come la vite, da disegni di epoche pre-islamiche che sono stati riassorbiti e rimodellati dalla cultura islamica in seguito. I manufatti superstiti risalgono al 1700 ma si ha notizia che già nel 15° secolo esistessero poiché i Suzani destarono l'interesse dell'ambasciatore spagnolo alla corte di Tamerlano.

Nascono ispirati dalla tradizione dei Suzani i disegni moderni per decorare tappeti, arredi, cuscini, tappezzeria e abbigliamento.
Non prendo in considerazione i tappeti che sono un argomento molto vasto, mi ispira piuttosto il recupero di queste decorazioni nell'arredo, nell'abbigliamento e negli accessori: reinterpretare è una bella sfida.

©Marakand  - (http://www.marakand.me/Collections)
©Marakand  - (http://www.marakand.me/Collections)
1. © www.suzaniboot.net  Istanbul
2. © www.suzaniboot.net  Istanbul
3. ©Suzani Arts-Turkey, da: http://italian.alibaba.com/product-free/suzani-embroidery-boot-136572412.html

© Bebondesign 
©Sika design

Voi avete un Suzani? Io ne sto cercando qualcuno...


22 marzo 2013

"Diversamente Espatriate" - Quando il ritorno in patria non è facile

Qualche giorno fa ho partecipato a Milano al primo incontro con le "Diversamente Espatriate".
Chi sono queste persone? E perché questo nome?

Quando  termina o si interrompe momentaneamente un periodo di vita all'estero, quando si rientra a casa definitivamente, ricomincia la nostra vita da dove l'avevamo interrotta, si riprendono le abitudini che ci occupavano prima di espatriare, ricomincia il tran-tran di prima... 

O forse no...

05 febbraio 2013

I volti dei miei viaggi

Mi sembra di rivederli quel giorno: era un tardo pomeriggio e come sempre stavamo in auto immersi nel traffico per andare chissà dove (dallo sfondo deduco verso il centro città) quando, giunti a un incrocio ci taglia la strada si immette un camion con un carico  "diverso",  non che in Libia mancassero esempi di trasporto umano poco ortodosso...


click to enlarge
Era piuttosto anomalo per me vedere così tante persone su un camion del genere:

31 gennaio 2013

Liberiamo una ricetta: hararat, una spezia tipica

Da oggi mi cimenterò anche nella cucina, vi avevo detto che iniziava un nuovo corso...
Incomincio da qualcosa di semplice ma anche un po' particolare che ho dovuto "ricomporre" io stessa perchè se voglio mangiare qualche delizia libica, non trovando ristoranti, devo rielaborare tutto a casa e così facendo posso condividere e farvi conoscere alcuni piatti di questa tradizione, molto simile all'italiana tante volte.


Questa spezia, dal nome che porta in sé la radice della sua natura, حار  "haar"= piccante, in realtà è una miscela.

30 gennaio 2013

Considerazioni per il nuovo anno

E' passato un po' di tempo dall'ultimo post.... eh sì perchè oltre agli impegni festivi, a spostamenti vari che mi chiedevano un po' di recupero mentale e a una serie di fastidi influenzali che mi tormentano, anche altri pensieri hanno rallentato le mie occasioni per scrivere.
Sono passati due anni dalla mia partenza da Tripoli, l'ultima e inconsapevole partenza.
Adesso sono qui in Italia con la voglia di tornare sì ma anche quella di resettarmi e trovare una nuova definizione, mia e del blog soprattutto: di certo arricchita da questa straordinaria esperienza ma stanca di stare arenata in questa fase di attesa, di stand by.
I fatti gravi delle ultime settimane e degli ultimi mesi mi fanno pensare che la situazione in Libia sarà instabile per molto tempo.... in definitiva i miei racconti in presa diretta saranno lungi dal comparire in tempi brevi.
Che fare?

06 dicembre 2012

Regaliamo a un bambino africano la sua mamma...e un'ostetrica

Articolo Sponsorizzato per AMREF

La figura dell'ostetrica è forse un po' sottovalutata nella nostra società, le donne che si accingono a diventare mamme preferiscono prendere in considerazione solo un medico, che per carità può riscontrare patologie o problemi, ma si dimenticano che le competenze e la visione dell'ostetrica è più allargata alla figura femminile nel suo complesso e inoltre sono preparate, accompagnando i momenti della nascita in maniera efficace e rassicurante e passando tra l'altro più tempo in sala travaglio e parto.
Non tutti però possono avere l'appoggio e la competenza

15 novembre 2012

La casa e il Natale per una expat

Il Natale rapportato alla casa rappresenta una relazione così stretta, quasi imprescindibile, che nella percezione tradizionale sembra che uno non possa esistere senza l’altra.
Così perlomeno per me. Amo questo periodo e amo il rifugio fisico e mentale che rappresenta una casa, luogo dove recuperare il proprio equilibrio.
Trascorrere il Natale quindi lontano dai miei luoghi convenzionali, quelli a cui la rappresentazione aderisce, è stata una sfida che ho accettato volentieri, in cui mi sono misurata e da cui sono uscita con un compromesso...

06 novembre 2012

Le pietre dei miei viaggi

Quando Monica di "Viaggi e Baci" ha proposto di narrare delle "Pietre" che abbiamo incontrato e apprezzato nei nostri viaggi ho pensato di aderire volentieri all'iniziativa poiché per quanto mi riguarda e per ciò che riguarda la Libia, questo è un soggetto che si presta in maniera straordinaria, tanto che non sapevo  da dove partire a raccontare: dai resti archeologici antico-romani fino all'espressione più minuta della pietra, la sabbia, che qui abbonda e diventa parte della tua vita, col suo insinuarsi nei più remoti meandri di casa, abiti e pelle; dalle spiagge selvagge e bellissime, alla copertura a foggia di zucchero a velo di terreni, strade e giardini così ben percepibile dall'aereo fino a diventare gradualmente così copiosa da inondare tutto con gigantesche dune e divenire quello che è tra i deserti più belli del mondo.

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