27 novembre 2011

Leptis Magna e veduta dell'arco di Settimio Severo

Oggi vi mando qui. E' una maniera già utilizzata per vedere i paesaggi in versione tridimensionale o più precisamente a 360 gradi come dice il nome del sito (www.360cities.net/); l'effetto è gradevole, a volte spettacolare. Si può dire che anche un video è in movimento, ma quest'ultimo lo utilizziamo in modo passivo, lo guardiamo col punto di vista di chi ha girato il filmato. Invece con queste immagini, oltre al fatto che sono più nitide e di migliore qualità, siamo noi che scegliamo di muoverci all'interno di esse come ci pare, di avvicinarci, allontanarci e di fermarci su un punto interessante.
Quando ho visto alcune immagini di Piazza dei Martiri (ex Piazza Verde) e di Leptis Magna, mi sono un po'emozionata, non commossa, ma mi si è stretto il cuore un pochino. Ma questo succede per l'effetto nostalgia che provo per via della lontananza. Ogni tanto, ad esempio oggi, mi viene il timore che non ci tornerò più,  ma per motivi fondati e personalissimi. Speriamo in bene...
Comunque mi piacciono queste foto proprio perché, mentre le guardo, mi fanno sentire un attimo più vicina.

A oggi sul sito sono visibili le immagini dinamiche della città antico-romana di Leptis Magna, poi sono pubblicate le panoramiche del centro storico di Tripoli per l'esattezza: Piazza dei Martiri, il mare e il porto attigui, il castello, una via della Medina e la piazza con la Torre dell'Orologio prima del restauro.

In particolare vi mostro questa di Leptis Magna, scattata dall'interno dell'Arco di Settimio Severo: se usate full screen l'effetto è migliore.
(tralascio la descrizione storico architettonica di questo monumento del 203 d.C. perchè possiamo trovare tante notizie di approfondimento a vari livelli nella rete e in libreria).
Link alla pagina:

Questo bellissimo arco imponente e massiccio è posto all'inizio dell'antica maestosa città; in realtà arrivando da fuori, lo troviamo ad un livello molto più basso rispetto all'entrata del sito archeologico;

21 novembre 2011

Tripoli life, il mio articolo sul web

"Tripoli life" uno scorcio di vita tripolina pre-rivoluzione in un articolo scritto da me sul sito www.lenuovemamme.it.
Così mi vedete anche in volto...

"Tripoli life": a glimpse of pre-revolution life in Tripoli in an article written by me on the new website www.lenuovemamme.it (in italian). So you can also see my face...

09 novembre 2011

Musica: "Siamo noi la generazione di oggi" "نحن جيل اليوم"


Ancora musica!
Questa volta ho proprio faticato a reperire informazioni sulla storia del brano e dei cantanti, quel poco che so ve lo racconto sperando di poter arricchire il post prima o poi con informazioni più interessanti. Ma quello che importa di più in fondo è ascoltare, trovo che anche questo brano sia molto gioioso e sereno.
A quanto pare i cantanti sono il team della tv libica "Libya Alhurra TV" e in effetti si tratta di un brano d'insieme ma non corale nel senso tradizionale, ricorda quei brani cantati per scopi benefici da personaggi noti come calciatori o cantanti big di cui l'antesignano fu nell'84 il famosissimo "We are the World" di USA for Africa. Alle parti corali si alternano diversi solisti per interpretare la parte cantata o quella solo strumentale.   
Anche lo stile visivo è su quel genere, studi di registrazione, microfononi e cuffie... Le similitudini finiscono qui. Nel video naturalmente emerge la semplicità che è il pregio di questi ragazzi, giovani, belli e modesti, nel significato positivo del termine.
L’ambientazione è in interni ed esterni, l'interno è una tipica villona libica con scalinate e colonne ma con un arredo sobrio e essenziale, mentre fuori c'è un vialetto alberato con gli immancabili eucalipti assetati che mi piacciono tanto.
Il brano è cantato in arabo e il titolo è  “نحن جيل اليوم”  che tradotto significa “Siamo noi la generazione di oggi” ('We are today's youth') .
 

                                                               We are today's youth



03 novembre 2011

Only in Libya...


E QUESTO???


Photo credit: Aris Messinis/AFP/Getty Images  



Ancora la mucca gaudente


Vi ricordate il post in cui parlavo dell’onnipresenza e invadenza del formaggino “La vache qui rit” in tutti i negozi e in tutti gli spazi della città, della campagna e pure dei monti libici?
Ecco a conferma di ciò che dico e di quanto queste scatolette appestino la geografia, ora ho una testimonianza di quanto stiano ammorbando pure la storia libica.
La fotografia che ho inserito qui sotto è estratta da uno dei tanti video che riprendono gli ultimi momenti del Rais. 
Ho fermato l’immagine su un punto del terreno ripreso casualmente, immagino da un cellulare, durante quegli ultimi momenti concitati.
E che cosa inquadra per terra? 
Il coperchio di una scatolina di formaggini… Quei formaggini!



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