06 novembre 2012

Le pietre dei miei viaggi

Quando Monica di "Viaggi e Baci" ha proposto di narrare delle "Pietre" che abbiamo incontrato e apprezzato nei nostri viaggi ho pensato di aderire volentieri all'iniziativa poiché per quanto mi riguarda e per ciò che riguarda la Libia, questo è un soggetto che si presta in maniera straordinaria, tanto che non sapevo  da dove partire a raccontare: dai resti archeologici antico-romani fino all'espressione più minuta della pietra, la sabbia, che qui abbonda e diventa parte della tua vita, col suo insinuarsi nei più remoti meandri di casa, abiti e pelle; dalle spiagge selvagge e bellissime, alla copertura a foggia di zucchero a velo di terreni, strade e giardini così ben percepibile dall'aereo fino a diventare gradualmente così copiosa da inondare tutto con gigantesche dune e divenire quello che è tra i deserti più belli del mondo.
Inizialmente quindi, se mi sono trovata in difficoltà di fronte a tanta scelta tra i numerosi siti e magnifici che descrivono questi paesaggi, ho risolto con semplicità e ho fatto di necessità virtù: illustrerò quei luoghi che personalmente ho visto e soprattutto toccato, perché esperienza è anche quella dell'appropriarsi "tattilmente" di questo materiale.

Leptis Magna, trionfale, a partire dall'ingresso col meraviglioso arco di Settimio Severo che ho descritto in un post precedente e proseguendo nel suo sviluppo urbanistico di viali colonnati e soprattutto nella quantità e qualità dei manufatti conservati.
Straordinari, tanti, enormi...
Le pietre rosa, grigie, arancioni e bianche, già bellissime nella loro natura, qui vengono esaltate con la lavorazione liscia o a coste, intatte o scandite nel ritmo del taglio che le forma oppure in splendidi rilievi. Una città che un tempo era uno dei porti più importanti del Mediterraneo - oggi insabbiato e scomparso - Leptis possiede ciò che poteva avere una città latina di prim'ordine, teatro, anfiteatro e stadio, terme con piscine, mercato, foro, basilica e tempio. Splendida, affascinante e grandissima.
Ci sono stata due volte e ancora non sono riuscita a vederla tutta, non tutti i dettagli perlomeno.
 Medusa orna i portici del foro di Leptis Magna
Leptis Magna; colonne collocate in fila dopo gli scavi
Sabratha, a ovest di Tripoli, un'altra città di origini preromane che ha conosciuto il suo splendore in epoca imperiale soprattutto grazie al fatto che l'imperatore Settimio Severo era libico, di Leptis.
Un po' più piccola, resta un luogo magnifico con un fascino diverso dalla prima. Qui oltre ai monumenti splendidi e numerosi, si aggiunge un altro soggetto che impone la sua presenza e incornicia le già spettacolari vedute: il mare, sebbene caratterizzante e fondamentale in Leptis, ove rimane a un livello più basso, qui a Sabratha è un fondale spesso determinante nella percezione dei singoli manufatti e degli insiemi che ben riesce a esaltare i colori delle pietre: il morbido miele delle colonne e il caldo arancione del teatro che insieme al blu-violetto di cielo e mare esplodono creando una sinergia tra i colori che si rinforzano a vicenda.
Il teatro è ancora usato per alcune rappresentazioni.
Sabratha: teatro 
Avrei potuto parlare anche di Villa Silin, altro monumento romano in ottime condizioni di conservazione, ma le foto, scattate con un cellulare non sono di ottima qualità.
A giorni pubblicherò altre immagini che raccontano ancora di questi luoghi. Stay tuned!

9 commenti:

  1. Lo so è un commento un po' scontato ma... che pietre meravigliose!!

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    1. Ti confermo, i colori sono rosati come la stessa sabbia, però non dappertutto, a pochi km da Sabratha c'è una spiaggia chiara con un mare spettacolare.

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  2. Manuela, non vedevo l'ora di leggerti perchè sapevo che avresti parlato di questi luoghi.
    Da oltre 10 anni ho in libreria una guida Polaris intitolata "Libia archeologica e romana" fatta benissimo e sogno di visitare questo paese e questi siti. Non so davvero come ringraziarti per averli condivisi con noi e mi mangio le mani per aver ristretto il numero di foto a 3 ...
    Tornerò comunque a trovarti per vedere cos'altro pubblicherai a tal proposito

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    1. L'ho letta a spizzichi, ce l'ho, anzi avevo... :( in un cassetto a Tripoli. Chissà quando ci tornerò... Comunque se sarà, andremo insieme nel deserto coi bimbi; prima della guerra c'era un tour operator che allestiva un villaggio di tende da fiaba...

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  3. anche io avrei voluto postare Sabratha: quando ho letto il tema di monica ho pensato immediatamente a quell'anfiteatro e il bagno fatto proprio vicino a quelle rovine! Poi però mi son ricordata che il cd con le foto me lo devo far dare da soli 8 anni :P ormai ci ho perso le speranze!

    il posto della Libia che più mi è rimasto nel cuore però è Ghadames!

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    1. Cara Federica, Ghadames mi manca... come mi mancano tanti luoghi della stessa Tripoli e una gran parte di Libia, praticamente ho visitato "solo" la Tripolitania, spero di recuperare ;)

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  4. E' vero! le due città sono molto diverse e diversa è l'atmosfera e il fascino che emanano. Leptis magna è nata come città di rappresentanza, voluta dall'imperatore Settimio severo, che qui nacque, come una sorta di altra Roma nelle colonie d'Africa, visto che su queste coste si era spostato a quell'epoca il baricentro economico e anche culturale dell'impero, e Leptis si trovava in una posizione strategica per quanto riguardava i traffici marittimi, ultimo approdo prima del golfo di Sirt.
    Sabratha invece è nata come centro residenziale della borghesia mercantile e della nobiltà di provincia ed aveva un'importanza più commerciale che rappresentativa, da cui un minor uso dei marmi e un prevalere di quella pietra rossiccia con cui erano fatte la maggior parte delle costruzioni.
    tra i due teatri però ho amato molto di più quello di Leptis Magna e la sua spettacolare vista sul mare.
    Pensando alle pietre mi vengono in mente i granai fortezza di Kabaw, scavati nella roccia, come la sua criptomoschea sotterranea... certo che la Libia offre davvero una grande varietà di paesaggi... pietrosi!

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    1. Eh eh qui si fanno confronti tra rubini e smeraldi, un posto più bello dell'altro... Effettivamente le pietre in questo Paese sono state sfruttate al meglio delle loro potenzialità. A volte sono splendide anche allo stato naturale.
      A presto

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