21 novembre 2013

Chi c'è dietro il video virale "No woman, no drive"?

Questo video (in fondo al post) ormai ha fatto il giro del mondo, può considerarsi a pieno titolo virale ed ha ottenuto a oggi più di 10.5 milioni di visualizzazioni: il comico arabo Hisham Fageeh ci dà la sua interpretazione del fatto che le donne in Arabia Saudita non possano guidare l'auto (ne ho parlato in questo post).
Il brano ormai lo conosciamo tutti, riprende il famosissimo No woman, no cry di Bob Marley ("a Jamaican guy" dice), ma il testo qui  è modificato e ironico.
Personalmente lo trovo delizioso, mi piace parecchio ascoltarlo perché usa un genere musicale che già apprezzavo dai tempi del Conservatorio: il "canto a cappella” vale a dire senza strumenti musicali, sostituiti egregiamente dalla sonorità della sola voce umana. E lui ce ne offre una buona prova con l'aiuto dei suoi "amici" che l'accompagnano usando voce, corpo e... barba...

photo by: ©siouxie suarez from Hisham Facebook page

Ma chi è Hisham Fageeh?

Il ventiseienne di Riyadh Hisham Fageeh ha detto che l'idea di questa parodia gli era venuta tempo prima sotto la doccia, così

03 novembre 2013

Le donne saudite, il divieto di guida e la protesta

credits:  @oct26driving


Sabato scorso, 26 ottobre, alcune donne (e uomini) in Arabia Saudita hanno partecipato alla protesta pacifica contro il divieto di guidare un'automobile e di possedere una licenza di guida all'interno del Regno. 
La campagna - contrassegnata sul web con l'hashtag #Women2Drive e #Oct26Driving e supportata anche da una petizione che è arrivata a quota 17.000 firme - vuole sensibilizzare governo, società, opinione pubblica interna e internazionale del fatto che guidare l'auto sia un diritto e una necessità ancora oggi negati a metà della popolazione di questo Paese.
Così sabato, una sessantina di donne saudite sono scese in strada alla guida della propria automobile sfidando le autorità. Per ridurre il rischio di problemi, sono state invitate a partecipare alla campagna solo se in possesso della patente internazionale.

http://www.saudigazette.com.sa/index.cfm?method=home.regcon&contentid=20131102185409
A queen but...
© Areej Adel Albagshy, Saudi Gazette

13 agosto 2013

Sanda e 'Ndrezzata: che c'azzecca?

Chi è stato a Ischia e ha soggiornato in questa stupenda isola italiana avrà visto o perlomeno sentito parlare della 'ndrezzata.

22 luglio 2013

ANANASA, l'artigianato medio orientale on line

Ho scoperto un bellissimo sito che si occupa di vendita e acquisto al dettaglio di prodotti hand made ideati e creati da artigiani, artisti e designers del Medio Oriente e del Nord Africa. La formula è simile a quella di Etsy, il compito è quello di facilitare lo scambio e l'interazione tra consumatore e produttore, ma in questo caso lo stile è un po' diverso, per noi più esotico, per me carico di fascino visuale, materiale ed evocativo...


Il sito si chiama ANANASA  ed è on line dal 2011 grazie all'idea di due sorelle di Dubai che hanno voluto "far conoscere la bellezza nascosta del Medio Oriente a tutto il mondo".
La scelta dei prodotti spazia dai piccoli mobili e accessori per la casa, dipinti e giardino, gioielleria, abbigliamento femminile e per bambini, accessori come sciarpe, portacellulari, borse, calzature, etc.
Oltre alla pagina del sito, ci sono i profili Facebook e Twitter a questi indirizzi:

© ANANASA:  mosaic  Raja -  wallet  Salma - sottobicchiere Pretty Scraps - Mug  Mahaly

I prezzi sono espressi in Dollari USA ma vengono convertiti in automatico nella moneta di nostro interesse per comprendere immediatamente il valore.

24 maggio 2013

Mille Cammelli al MammacheBlog 2013

Anche quest'anno partecipo.
"Un'occasione per apprendere, sia per chi inizia sia per chi vuole fare il salto di qualità".

Si parla di blogging, come migliorare il proprio blog, la presenza social (e io ne ho un gran bisogno) farsi venire idee (qualcuna ne ho) e soprattutto metterle a frutto (ecco, qui pecco...).

La scorsa edizione è stata un'esperienza molto interessante, tantissime informazioni, temi nuovi, ma anche già affrontati, su cui riflettere, su cui costruire e progettare che anche dopo molto tempo ripesco e rileggo e che ogni volta rivedo con occhi diversi perché nel frattempo mi sono arricchita di esperienze.
Quest'anno da un po' di tempo qualche ideuzza in testa mi ronza e voglio approfondire, informarmi bene, approfitterò dell'esperienza messa a disposizione dagli addetti ai lavori, persone che stimo eh! Mica cotica!

02 maggio 2013

Suzani, un design vivace e attuale dall'Asia centrale

Ho scoperto i ricami Suzani più di un anno fa. Allora non sapevo di cosa si trattasse, non conoscevo la loro storia e origine ma mi piacevano quelle fantasie, la vivacità dei colori e lo stile dei disegni molto moderno. In realtà aveva catturato la mia attenzione anche il fatto che vedevo quei ricami vivacizzare oggetti che non erano tipicamente i supporti tradizionali: su cappotti, borse, stivali, accessori d'abbigliamento insomma.  Dopo un po' di tempo mi capitò di vedere un divano ricamato così e quindi oggi mi è venuta voglia di approfondire.

Il termine Suzani deriva dalla parola persiana "suzan" che significa "ago". Questa arte è una tradizione tribale che risale a centinaia di anni fa ed è collocabile nei paesi dell'Asia Centrale come l'Uzbekistan, il Tagikistan e Kazakistan. La base su cui si lavora è fatta da  un pannello di seta o cotone che viene ricamato con filo anch'esso di seta o cotone, raramente di lana, qualche volta in metallo prezioso. C'è anche una maniera originale di ricamare che consiste nel cucire, creare prima una o più catenelle e comporle in seguito sopra il tessuto a formare un disegno o parte di esso.
Le varie "pezze" complete del ricamo poi vengono unite a formare composizioni più grandi.
Le donne per molti secoli hanno decorato ogni oggetto che potevano: tappeti da preghiera, sotto sella, coperte per la culla, cofanetti, lembi di tenda, pannelli, copriletto, sacchi di sale, sacchetti per avvolgere regali e tutto ciò che potesse essere in stoffa.

22 marzo 2013

"Diversamente Espatriate" - Quando il ritorno in patria non è facile

Qualche giorno fa ho partecipato a Milano al primo incontro con le "Diversamente Espatriate".
Chi sono queste persone? E perché questo nome?

Quando  termina o si interrompe momentaneamente un periodo di vita all'estero, quando si rientra a casa definitivamente, ricomincia la nostra vita da dove l'avevamo interrotta, si riprendono le abitudini che ci occupavano prima di espatriare, ricomincia il tran-tran di prima... 

O forse no...

05 febbraio 2013

I volti dei miei viaggi

Mi sembra di rivederli quel giorno: era un tardo pomeriggio e come sempre stavamo in auto immersi nel traffico per andare chissà dove (dallo sfondo deduco verso il centro città) quando, giunti a un incrocio ci taglia la strada si immette un camion con un carico  "diverso",  non che in Libia mancassero esempi di trasporto umano poco ortodosso...

31 gennaio 2013

Liberiamo una ricetta: hararat, una spezia tipica

Da oggi mi cimenterò anche nella cucina, vi avevo detto che iniziava un nuovo corso...
Incomincio da qualcosa di semplice ma anche un po' particolare che ho dovuto "ricomporre" io stessa perchè se voglio mangiare qualche delizia libica, non trovando ristoranti, devo rielaborare tutto a casa e così facendo posso condividere e farvi conoscere alcuni piatti di questa tradizione, molto simile all'italiana tante volte.


Questa spezia, dal nome che porta in sé la radice della sua natura, حار  "haar"= piccante, in realtà è una miscela.

30 gennaio 2013

Considerazioni per il nuovo anno

E' passato un po' di tempo dall'ultimo post.... eh sì perchè oltre agli impegni festivi, a spostamenti vari che mi chiedevano un po' di recupero mentale e a una serie di fastidi influenzali che mi tormentano, anche altri pensieri hanno rallentato le mie occasioni per scrivere.
Sono passati due anni dalla mia partenza da Tripoli, l'ultima e inconsapevole partenza.
Adesso sono qui in Italia con la voglia di tornare sì ma anche quella di resettarmi e trovare una nuova definizione, mia e del blog soprattutto: di certo arricchita da questa straordinaria esperienza ma stanca di stare arenata in questa fase di attesa, di stand by.
I fatti gravi delle ultime settimane e degli ultimi mesi mi fanno pensare che la situazione in Libia sarà instabile per molto tempo.... in definitiva i miei racconti in presa diretta saranno lungi dal comparire in tempi brevi.
Che fare?

ShareThis

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...