I volti dei miei viaggi

Mi sembra di rivederli quel giorno: era un tardo pomeriggio e come sempre stavamo in auto immersi nel traffico per andare chissà dove (dallo sfondo deduco verso il centro città) quando, giunti a un incrocio ci taglia la strada si immette un camion con un carico  "diverso",  non che in Libia mancassero esempi di trasporto umano poco ortodosso...



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Era piuttosto anomalo per me vedere così tante persone su un camion del genere:
questi sono i mezzi sui quali molte mattine, ma anche la sera e la notte fonda tipo all'una o le due, si lanciano raccolgono i sacchi dello sporco lasciati fuori casa e di solito i netturbini, che indossano sempre i giubbotti della foto, incaricati della raccolta sono max 3 o 4.
Magari capitava anche - di solito intorno all'una appunto - che ti suonassero il campanello per riscuotere la Tarsu, che se non capivi e non ti alzavi in tempo dovevi pure rincorrerli in pigiama o con qualche copertura improvvisata, sennò i sacchi te li tenevi tu fino al prossimo turno (presente 47 gradi all'ombra?).
In pratica, qualcosa di simile alla nostra raccolta urbana ma più approssimativa...

La cosa che mi fece un po' impressione  fu che lo stesso camion veniva usato sia per trasportare le persone che andavano o tornavano dal lavoro, sia i sacchi dell'immondizia...
Non parevano particolarmente contenti di quella loro momentanea sistemazione...
Quando scattai la foto dalla mia auto, alcuni mi scorsero e, se i nord africani parevano abbastanza divertiti della cosa, gli africani non apprezzarono molto questo mio strano interesse, infatti mica mi stavano salutando...

Tra queste persone in fotografia molto probabilmente c'erano quei lavoratori africani che poi sono fuggiti dal  paese in rivolta attraversando il Mediterraneo sui barconi per giungere in Italia e in Europa come rifugiati, oppure coloro che hanno percorso per giorni le assolate strade interne fino ai confini con Egitto o Tunisia per affollarsi alle frontiere in cerca di salvezza nei giorni di guerra.
Chissà che ne è stato di loro. Chi ha affrontato il mare rischiando tantissimo e poi ramingo a tentare una nuova vita su e giù nel vecchio continente? Chi sarà riuscito a tornare al proprio paese d'origine e chi è rimasto in Libia? E chi tra loro invece non ha avuto fortuna?
Conosco alcune storie di  questi lavoratori, so che dopo mille disavventure e espedienti qualcuno è riuscito a trovare rifugio in Italia, poi Malta, poi ancora Italia e ora Francia...

Ringrazio Monica di Viaggi e Baci che per "il Senso dei miei viaggi" mi ha ispirato a ricercare un soggetto per il tema condiviso di questo mese: "I volti dei miei viaggi" e a narrare questa piccola storia e ciò che sta dietro a questa fotografia.

Commenti

  1. Bellissima testimonianza Manu!
    Non avevo dubbi che la tua esperienza in un paese così "difficile" avrebbe arricchito immensamente la nostra iniziativa.
    Grazie per aver partecipato :)

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    1. Quando ho cercato le foto di volti e ho visto questa mi è venuta subito l'idea. Merito tuo però ;)

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  2. Sarà anche una piccola storia ma a me invece sembra enorme...

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    1. Piccola per quanto riguarda me...loro sì, se la sono vista brutta...

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  3. son stata in libia nel 2004 con uno scambio culturale/scolastico ed è stata un'esperienza molto profonda e a tratti sconvolgente....
    grazie all'idea di monica son molto contenta di aver scoperto il tuo blog

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    1. Non sapevo che ci fossero scambi scolastici, soprattutto nel lontano 2004; mi incuriosisce (ma non mi sorprende) anche il fatto che tu abbia trovato delle cose sconvolgenti... un giorno mi racconterai :)

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