03 novembre 2013

Le donne saudite, il divieto di guida e la protesta

credits:  @oct26driving


Sabato scorso, 26 ottobre, alcune donne (e uomini) in Arabia Saudita hanno partecipato alla protesta pacifica contro il divieto di guidare un'automobile e di possedere una licenza di guida all'interno del Regno. 
La campagna - contrassegnata sul web con l'hashtag #Women2Drive e #Oct26Driving e supportata anche da una petizione che è arrivata a quota 17.000 firme - vuole sensibilizzare governo, società, opinione pubblica interna e internazionale del fatto che guidare l'auto sia un diritto e una necessità ancora oggi negati a metà della popolazione di questo Paese.
Così sabato, una sessantina di donne saudite sono scese in strada alla guida della propria automobile sfidando le autorità. Per ridurre il rischio di problemi, sono state invitate a partecipare alla campagna solo se in possesso della patente internazionale.

http://www.saudigazette.com.sa/index.cfm?method=home.regcon&contentid=20131102185409
A queen but...
© Areej Adel Albagshy, Saudi Gazette
La protesta del 26 ottobre è la terza dopo quelle del 1990 e del 2011, allora  un certo numero di persone furono arrestate, persero  il lavoro o incorsero in altri guai.
Nei giorni precedenti il 26 ottobre sono stati coraggiosamente pubblicati on-line tanti video e immagini di donne in auto per le strade saudite, nonostante gli avvertimenti ufficiali di sanzioni per chi avesse preso parte alla protesta.

La società tutto sommato ha risposto bene, sono sempre più numerose le persone che approvano questa richiesta: il video seguente ci racconta come è stata accolta una donna alla guida in autostrada…


Il riconoscimento di questa esigenza da parte di una crescente parte della società araba sta così incoraggiando sempre più donne a mettersi al volante lungo le principali strade di tutto il Regno.
Dal canto suo Re Abdullah pare stia promuovendo alcune caute riforme per dare maggiori opportunità di lavoro e di rappresentanza alle donne, ma ha spesso dovuto affrontare resistenze da parte dell'establishment religioso conservatore. Infatti alcuni esponenti religiosi di rilievo hanno dichiarato che la guida porterà il disordine morale nella società e che ci sono studi scientifici che dimostrano che guidare una macchina danneggi le ovaie...

Le donne saudite però non demordono e in più non sono sole: mariti, fratelli, padri e amici sono accanto a loro in questa sfida, spesso le accompagnano seduti sul sedile a fianco per riprendere le immagini che andranno on-line oppure le seguono con altre auto, inoltre alcuni intellettuali hanno fatto proprie queste rivendicazioni pubblicando articoli che li hanno messi a rischio di arresto.

La strada da percorrere comunque è ancora tanta per guadagnare questo diritto: la civilissima protesta quindi continuerà, tanto che viene ora proclamata fino al "31 novembre" o all' "Infinito"...



Tutto è ancora in divenire...
Chi volesse  sapere come sta andando, questi sono alcuni dei canali che ci terranno aggiornati…

http://instagram.com/oct26driving
https://twitter.com/Saudiwoman

Io comunque ricordo ancora che quand'ero bambina ho visto persone intorno a me meravigliarsi se una donna guidava un'automobile, peggio ancora se questa era di grossa cilindrata, molti sollevavano il sopracciglio. Non è passato molto tempo da allora...

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