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| Le diverse fasi di maturazione (dal sito http://www.libyandates.com/) |
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| La regione di Al Jufrah (da http://www.libyandates.com/) |
Si tratta della regione di Al Jufrah ( الجفرة ), posta esattamente nel centro geometrico della Libia e composta da un gruppo di oasi a partire da 400 km dalla costa fino a scendere più a sud.
Che particolarità possiede questa regione per destare la mia curiosità?
Una singolarità legata all'ambiente e alle tradizioni culinarie che sono sempre un tema stimolante...
Questa ampia regione disseminata di oasi (Sokna, Waddan, Zellah, Hun e Al Fugha), ha nelle palme da dattero una risorsa importante.
Una ricchezza che ha plasmato la cultura e le abitudini di questo Paese: dall'architettura alla religione, dalla lingua alla cucina. Qui la vita scorre ancora in maniera tradizionale e di conseguenza anche le tecniche di coltivazione; ciò ha contribuito a mantenere l'equilibrio dell'ecosistema: palme, altra vegetazione e i tradizionali sistemi di irrigazione si attivano a vicenda e in armonia.
Lo sapevate che in Libia esistono ben 95 varietà commerciali differenti di palme da dattero? (Ma fino a 400 sono le varietà che crescono spontanee o coltivate).
Tale fenomenale biodiversità è stata un'efficace arma di difesa naturale delle piantagioni libiche, poichè gli agenti patogeni che hanno sterminato intere monocolture in altri paesi (in Marocco ad esempio) qui non hanno fatto presa.
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| Tante varietà (http://www.libyandates.com) |
Il progetto fu nominato Miglioramento e valorizzazione della palma da dattero nelle oasi di Al Jufrah, avviato nel 2009, fu finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e coordinato dall'Istituto Agronomico per l’Oltremare in collaborazione con il Ministero dell'Agricoltura Libico e Slow Food.
L’obiettivo era quello di sostenere lo sviluppo economico locale attraverso azioni a favore dei produttori di datteri di qualità e a tutela dell’agro-biodiversità della regione. Il progetto ha promosso la partecipazione e il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati alle diverse fasi della produzione, trasformazione e commercializzazione del dattero.
Nel sito di riferimento www.libyandates.com (in italiano, inglese e arabo) si trovano tutte le informazioni che vi sto raccontando e molte di più; è molto interessante perché ricco di documenti che analizzano le diverse proprietà e interazioni col territorio legate alla presenza della palma da dattero: la regione e le coltivazioni, il territorio, la storia, le oasi, le varietà biologiche e altri aspetti tecnico scientifici. Può fare una visita chi è interessato e curioso di approfondire cosa c'è dietro a un frutto che consumiamo senza conoscerne la storia.
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| un grappolo di datteri (da http://www.libyandates.com/) |
Al giorno d’oggi i datteri sono perfetti a colazione o come spuntino e sono un buon accompagnamento per i formaggi, specie quelli più saporiti come i caprini, il gorgonzola e il pecorino stagionato. Sono un ingrediente importante per chi è vegetariano o meglio ancora vegan, data la sua natura pastosa per diventare la base di alcune preparazioni.
Contengono zuccheri, fibre e pochissimi grassi, inoltre sono ricchi di sali minerali, perciò sono una fonte di energia ideale per gli sportivi.
I frutti vengono commercializzati freschi, non trattati (di solito presentati nel loro grappolo), oppure vengono conservati pressati, o trasformati in sciroppo, aceto o dolciumi.
Dalla linfa della palma invece si ricava un succo dissetante, dolce e altamente nutritivo, chiamato "lagbi", che può anche essere caramellato.
Il documentario sui datteri delle Oasi di Al Jufrah di Walter Bencini, anche questo dal sito Libyan Dates:
PARTE 1:
PARTE 2:
PARTE 3:




Interessante, non sapevo esistessero tante differenti varietà di datteri!
RispondiEliminaNemmeno io, in pratica è come le nostre uve o mele, solo che lo sappiamo per i prodotti di cui vediamo le coltivazioni. E similmente stanno facendo una denominazione d'origine per proteggerne la qualità
RispondiEliminanon avevo davvero idea di una simile varietà, pensavo al dattero come a un frutto che non potesse che essere unico, nella forma, nel sapore e nel colore! :P Invece scopro che ci sono addirittura 400 varietà riconosciute!!! Interessantissimo!
RispondiElimina... e in più si possono mangiare anche freschi. Aspettiamo ottobre.
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