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Chi c'è dietro il video virale "No woman, no drive"?

Questo video (in fondo al post) ormai ha fatto il giro del mondo, può considerarsi a pieno titolo virale ed ha ottenuto a oggi più di 10.5 milioni di visualizzazioni: il comico arabo Hisham Fageeh ci dà la sua interpretazione del fatto che le donne in Arabia Saudita non possano guidare l'auto (ne ho parlato in questo post).
Il brano ormai lo conosciamo tutti, riprende il famosissimo No woman, no cry di Bob Marley ("a Jamaican guy" dice), ma il testo qui  è modificato e ironico.
Personalmente lo trovo delizioso, mi piace parecchio ascoltarlo perché usa un genere musicale che già apprezzavo dai tempi del Conservatorio: il "canto a cappella” vale a dire senza strumenti musicali, sostituiti egregiamente dalla sonorità della sola voce umana. E lui ce ne offre una buona prova con l'aiuto dei suoi "amici" che l'accompagnano usando voce, corpo e... barba...

photo by: ©siouxie suarez from Hisham Facebook page

Ma chi è Hisham Fageeh?

Il ventiseienne di Riyadh Hisham Fageeh ha detto che l'idea di questa parodia gli era venuta tempo prima sotto la doccia, così

Le donne saudite, il divieto di guida e la protesta

credits:  @oct26driving


Sabato scorso, 26 ottobre, alcune donne (e uomini) in Arabia Saudita hanno partecipato alla protesta pacifica contro il divieto di guidare un'automobile e di possedere una licenza di guida all'interno del Regno. 
La campagna - contrassegnata sul web con l'hashtag #Women2Drive e #Oct26Driving e supportata anche da una petizione che è arrivata a quota 17.000 firme - vuole sensibilizzare governo, società, opinione pubblica interna e internazionale del fatto che guidare l'auto sia un diritto e una necessità ancora oggi negati a metà della popolazione di questo Paese.
Così sabato, una sessantina di donne saudite sono scese in strada alla guida della propria automobile sfidando le autorità. Per ridurre il rischio di problemi, sono state invitate a partecipare alla campagna solo se in possesso della patente internazionale.

http://www.saudigazette.com.sa/index.cfm?method=home.regcon&contentid=20131102185409
A queen but...
© Areej Adel Albagshy, Saudi Gazette

Sanda e 'Ndrezzata: che c'azzecca?

Chi è stato a Ischia e ha soggiornato in questa stupenda isola italiana avrà visto o perlomeno sentito parlare della 'ndrezzata.

Regaliamo a un bambino africano la sua mamma...e un'ostetrica

Articolo Sponsorizzato per AMREF

La figura dell'ostetrica è forse un po' sottovalutata nella nostra società, le donne che si accingono a diventare mamme preferiscono prendere in considerazione solo un medico, che per carità può riscontrare patologie o problemi, ma si dimenticano che le competenze e la visione dell'ostetrica è più allargata alla figura femminile nel suo complesso e inoltre sono preparate, accompagnando i momenti della nascita in maniera efficace e rassicurante e passando tra l'altro più tempo in sala travaglio e parto.
Non tutti però possono avere l'appoggio e la competenza

Dalla trasmissione "Mediterraneo"

Dalla trasmissione "Mediterraneo" del 14 ottobre 2012, coprodotta da Rai TV e France 3, troviamo un aggiornamento sulla Libia di oggi e un'intervista alla blogger libica Gahida Altwaty. Il servizio lo trovate nella prima parte del video:

http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-25b4071f-5d07-4441-b54c-eda79f4c2da9.html

sull’attentato di Bengasi

Riguardo l’attentato di Bengasi di qualche notte fa, le mie sensazioni e considerazioni sono state diverse nel succedersi dei diversi momenti di questo drammatico evento, paura, tristezza, sconforto, perplessità, e irritazione... Irritazione per lo sperpero di banalità e luoghi comuni sull'uno e sull'altro fronte... e intanto ci hanno rimesso la vita degli innocenti. 
A livello meramente pratico e delle conseguenze che patisco personalmente, queste possono essere riassunte nel fatto che vedo ancora più lontano il giorno in cui potrò tornare nella mia amata Tripoli, salvo svolte a sorpresa in cui spero ma su cui – ahimè - non conto…
Per quanto riguarda la mia percezione di come la cosa sia vista dai Tripolini, questo video ne riassume brevemente il concetto…


dal sito di Repubblica.it

http://permillecammelli.it/sullattentato-di-bengasi/

I datteri, le palme e le Oasi di Al Jufrah

Le diverse fasi di maturazione (dal sito http://www.libyandates.com/)

La regione di Al Jufrah (da http://www.libyandates.com/)
C'è un luogo, una regione presa poco in considerazione perché non possiede le ricchezze archeologiche meta di turisti e viaggiatori, ma è comunque interessante per chi vuole approfondire e scoprire uno dei tanti aspetti di questo Paese.
Si tratta della regione di Al Jufrah ( الجفرة‎ ), posta esattamente nel centro geometrico della Libia e composta da un gruppo di oasi a partire da 400 km dalla costa fino a scendere più a sud. 
Che particolarità possiede questa regione per destare la mia curiosità?

...aggiornamento neve a Tripoli

Dato che è un argomento che incuriosisce molte persone e stuzzica la curiosità degli amanti d'Africa, aggiungerò qualche altra immagine e video raccolto nel web che racconta della straordinaria (nel senso di poco frequente) nevicata del 6 febbraio in Libia.
Lungi dal lamentarsene, si può intuire lo spirito che anima molti libici, popolo composto da un'alta percentuale di giovani, davanti a un'evento che avrà creato sì disagi, dato che presumo non siano attrezzati con spazzaneve e spargisale, ma è stato vissuto come una cosa festosa e positiva. 
Since it is a topic that intrigues many people and tickles the curiosity of Africa's  lovers, I'll add more images and videos that tells the extraordinary (meaning rare) snowfall of February 6 in Libya.


La neve in Libia

Anche qua è arrivata, quest'anno si fa sul serio... Era dal 1948 che non nevicava così tanto. Ieri sera la temperatura era di +2 gradi.
Nonostante le case non siano dotate di un impianto di riscaldamento fisso, i libici si sono attrezzati con stufe elettriche e giubbotti pesanti. Erano parecchio contenti.

Ecco alcune immagini che ho trovato in rete  (cliccare sulla foto per ingrandire).


(ENG.)
The snow has come here too... It was since 1948 that didn't snow so much. Last night the temperature was 2 degrees. Despite the houses are not supplied with a fixed heating system, Libyans are equipped with electric heaters and heavy clothes. People is very happy.
Here are some pictures I found online. (Click on photo to enlarge)

Tripoli, lungomare.
https://www.facebook.com/photo.php?
fbid=326421397401800&set=a.326421260735147.74316.130522923658316&type=1&theater

Musica: "Siamo noi la generazione di oggi" "نحن جيل اليوم"


Ancora musica!
Questa volta ho proprio faticato a reperire informazioni sulla storia del brano e dei cantanti, quel poco che so ve lo racconto sperando di poter arricchire il post prima o poi con informazioni più interessanti. Ma quello che importa di più in fondo è ascoltare, trovo che anche questo brano sia molto gioioso e sereno.
A quanto pare i cantanti sono il team della tv libica "Libya Alhurra TV" e in effetti si tratta di un brano d'insieme ma non corale nel senso tradizionale, ricorda quei brani cantati per scopi benefici da personaggi noti come calciatori o cantanti big di cui l'antesignano fu nell'84 il famosissimo "We are the World" di USA for Africa. Alle parti corali si alternano diversi solisti per interpretare la parte cantata o quella solo strumentale.   
Anche lo stile visivo è su quel genere, studi di registrazione, microfononi e cuffie... Le similitudini finiscono qui. Nel video naturalmente emerge la semplicità che è il pregio di questi ragazzi, giovani, belli e modesti, nel significato positivo del termine.
L’ambientazione è in interni ed esterni, l'interno è una tipica villona libica con scalinate e colonne ma con un arredo sobrio e essenziale, mentre fuori c'è un vialetto alberato con gli immancabili eucalipti assetati che mi piacciono tanto.
Il brano è cantato in arabo e il titolo è  “نحن جيل اليوم”  che tradotto significa “Siamo noi la generazione di oggi” ('We are today's youth') .
 

                                                               We are today's youth



Ancora la mucca gaudente


Vi ricordate il post in cui parlavo dell’onnipresenza e invadenza del formaggino “La vache qui rit” in tutti i negozi e in tutti gli spazi della città, della campagna e pure dei monti libici?
Ecco a conferma di ciò che dico e di quanto queste scatolette appestino la geografia, ora ho una testimonianza di quanto stiano ammorbando pure la storia libica.
La fotografia che ho inserito qui sotto è estratta da uno dei tanti video che riprendono gli ultimi momenti del Rais. 
Ho fermato l’immagine su un punto del terreno ripreso casualmente, immagino da un cellulare, durante quegli ultimi momenti concitati.
E che cosa inquadra per terra? 
Il coperchio di una scatolina di formaggini… Quei formaggini!



La lingua araba spiegata da Maha

Sto studiando arabo da casa, non avendo ancora avuto qui in Italia la possibilità di seguire delle lezioni reali e non virtuali, faccio fatica a trovare la differenza tra alcune lettere; non intendo quelle scritte ma quelle pronunciate: mi pare ci siano tante ( ق خ ك ), tante ( ح ه ), diverse ( ه ا ة ) più di una ( ص ض ز س ) di una T   ( ط ظ ث ت ), eccetera.

La nuova musica libica

Bandiera berbera

Ieri un amico mi ha inviato questo brano di musica libica, berbera.
Volevo condividerlo perchè è delizioso! Pieno di gioia, mette il buon umore e carica.
Lo amo alla follia: è lo spirito della nuova Libia fatta di giovani, ottimisti e propositivi. Un brano semplice, fresco, anche ingenuo perchè no? (è bella l'ingenuità, non è anche questa che rende le anime belle e i bambini  meravigliosi?) che ti entra nella testa e lo canticchi quando sei allegra.

Inno e piazza dei Martiri a Tripoli

Per tutti questi mesi questo inno malinconico, simbolo della rivolta libica (e credo sia stato usato per la stessa ragione anche in Egitto) è stato il tormentone  che cantavo tra me e me a volte sottovoce a volte solo nella mente. Non ne conosco la storia, presumo sia precedente alla Primavera araba, ma io l'ho conosciuto in questa occasione nel marzo di quest'anno e non l'ho più dimenticato.
Oggi trovo la voglia di pubblicarlo e condividerlo sul blog perchè ha un tono diverso... E' finalmente liberatorio. Lo si vede in questo video che trasmette voglia di futuro.

Grazie Hassan!


In questo VIDEO del 28 agosto (tratto da youdem.tv) dal minuto 62' inizia l'intervista effettuata da Toni Capuozzo al blogger libico Hassan Al-Djhami   che ha creato la pagina su Facebook chiamata "La rivolta del 17 feb. La giornata della collera" - انتفاضة 17 فبراير 2011- لنجعله يوما للغضب في ليبيا.  
Hassan ad Anno Zero
Hassan fu intervistato  l'inverno scorso anche da Anno Zero (consiglio di guardarla perchè molto interessante).



E' la pagina per eccellenza che mi è piaciuta di più tra le tante che seguo su FB, quella a cui mi sono collegata più spesso in questi 6 mesi, tutti i giorni e soprattutto tutte le notti. Ricchissima di documentazione fresca fresca:  

Tripoli senza elettricità

Video da euronews:
"Dal primo agosto c‘è il Ramadan, quando la sera si aprono i frigoriferi si trova solo merce deteriorata. Due giorni senza corrente a 35-37 gradi significa mandare tutto in malora".
"Intanto, la benzina è arrivata alle stelle: un litro di carburante costa l'equivalente di 3 euro, oltre il doppio rispetto a un mese fa."



                                                                              euronews


Anche in tempo di pace capitava qualche oretta senza elettricità, ed erano guai anche se erano poche ore. Con un clima così caldo

Emergenza siccità in Africa orientale: non chiudere gli occhi

In questo video l'attore Luca Angeletti e la cantante Saba Anglana prestano la loro voce all'appello di raccolta fondi promosso da AMREF insieme ad altre otto Ong del network di AGIRE (Agenzia Italiana per la Risposta alle Emergenze) per sostenere gli interventi umanitari in corso nel Corno d'Africa.

Un giorno da insorti…

Un giorno da insorti a Misurata.... In questo avvincente video ripreso dall'interno dell'azione, non da lontano, ci caliamo nei panni e nel respiro di un insorto (e dell'operatore di cinepresa o cellulare) viviamo con loro  tensione, paura, incoscienza e coraggio allo stesso tempo…
Ci si fa un po’ l’idea di cosa si prova a fare un’azione pericolosa senza avere le spalle coperte.


                                                                        Misurata, maggio 2011